CHE COSA E’ L’ABBRONZATURA?

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L’abbronzatura èsemplicemente un aumento di pigmentazione della nostra pelle in seguito all’esposizione solare.

Oggi una pelle dorata è quasiun sinonimo di bellezza e benessere per questa ragione è molto ambita, ma non è sempre stato così. Nell’antica Roma, ad esempio, la pelle abbronzata era considerata come un segno di appartenenza a una classe sociale bassa e disagiata, poiché tutti quelli che lavoravano per lunghe ore all’aperto, avendo quindi la pelle abbronzata, erano contadini e operai. Al contrario, un colorito pallido era considerato sinonimo di nobiltà e benessere economico, tanto da essere spesso anche accentuato mediante l’utilizzo di prodotti cosmetici (ciprie, ceroni ecc.). Questa idea dell’abbronzatura rimase fino all’inizio del XX secolo quando un medico svedese, Niels Finsen, scoprì che la luce solare poteva essere utile nel trattamento di una malattia della pelle: il lupus vulgaris; da quel momento si cominciò a pensare all’esposizione solare come a una fonte di salute e benessere.

A partiredalla Seconda Guerra Mondiale, i cambiamenti socio-economici e lo sviluppo del turismo diedero una svolta positiva al concetto di abbronzatura. La pelle abbronzata, infatti, era tipica di persone, economicamente agiate,  che avevano la possibilità di viaggiare e fare lunghe vacanze contrariamente ai ceti più modesti costretti a lavorare perlopiù al chiuso in fabbriche e uffici.

Al giorno d’oggi l’abbronzatura è talmente ambita da spingere spesso le persone a ricorrere ad un’abbronzatura artificiale o all’uso di make-up e autoabbronzanti per avere una pelle scura e dorata tutto l’anno.

COME AVVIENE L’ABBRONZATURA?

Il sole trasmette sulla Terra tre tipi di radiazioni: luce visibile (visibile a occhio nudo e responsabile, ad esempio, dei colori di oggetti, piante e animali); luce infrarossa (non visibile ma percepibile sotto forma di calore); luce ultravioletta ( non visibile e responsabile, tra le altre cose, del fenomeno dell’abbronzatura) che si differenzia in UVA, UVB e UVC. Sono i raggi UVA e UVB a stimolare l’abbronzatura mentre gli UVC, altamente dannosi per la pelle perché hanno un alto potere cancerogeno, per fortuna sono quasi totalmente trattenuti dallo strato di ozono che si trova nell’atmosfera.

L’abbronzatura non è altro che l’aumento di pigmentazione della cute dovuto alla stimolazione di produzione di melanina (il pigmento che da il colore alla pelle) da parte dei raggi UV che arrivano sulla pelle. Tale stimolazione (melanogenesi) è, in realtà, un meccanismo di difesa della pelle: infatti la melanina è in grado di assorbire efficacemente l’energia dei raggi UV limitando i danni che essi possono produrre sulla pelle (eritema solare, alterazione del DNA cellulare e delle fibre di collagene ed elastina, danneggiamento dei capillari ecc.).

CHE COSA È IL FOTOTIPO

Il fototipo è un tipo di classificazione utilizzato, in ambito dermatologico, per capire come ciascun individuo reagisce all’esposizione solare ed è utile per stabilire il fattore di protezione (SPF) dei prodotti da applicare sulla pelle prima di esporsi al sole. È noto, infatti, che alcune persone raggiungono facilmente una abbronzatura dorata mentre altre, nonostante gli sforzi, si procurano solo scottature ed eritemi.Il fototipo è determinato dalla qualità e dalla quantità di melanina presente nella pelle che le conferisce il suo caratteristico colore. Esistono 6 fototipi contraddistinti dai numeri romani (da I a VI); più alto è il numero maggiore sarà la pigmentazione della pelle e minore la sensibilità alla luce solare, aumentando la possibilità di abbronzarsi senza scottature.

Un caso a parte è rappresentato dai bambini: hanno, a prescindere dal fototipo, una pelle molto delicata e sensibile e vanno quindi sempre protetti con creme solari ad alto fattore di protezione (50+)

COME OTTENERE UN’ABBRONZATURA SANA?

Ecco alcuni semplici consigli per sfruttare i benefici del sole senza incorrere nei potenziali danni delle radiazioni solari (scottature, eritemi, macchie, foto invecchiamento ecc.)

  • Esporsi al sole gradualmente: la pelle ha bisogno di qualche giorno affinché la melanina prodotta per effetto dei raggi UV (melanogenesi) si depositi uniformemente  nello strato corneo perciò è saggio evitare lunghe esposizioni al sole nei primi giorni soprattutto nella fascia oraria tra le 12:00 e le 16:00 quando l’impatto delle radiazioni solari sulla pelle è maggiore.
  • Applicare sempre una protezione solare con fattore di protezione (SPF) adeguato al proprio fototipo prima di esporsi al sole e ripetere l’applicazione nel corso della giornata, dopo i bagni o se si suda molto, tenendo conto che l’acqua e la neve sono potenti superfici riflettenti che amplificano gli effetti delle radiazioni solari sulla pelle.
  • Tenere in considerazione che ci sono zone del corpo in cui la pelle è più sottile e sensibile; in particolare viso, collo e decolleté devono essere protetti con un prodotto avente SPF più alto rispetto a quello utilizzato per il resto del corpo e, dopo l’esposizione, vanno idratati in profondità anche ricorrendo all’uso di maschere e impacchi nutrienti.
  • Seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura con sostanze come betacarotene , vitamina E e antiossidanti che proteggono la pelle dallo stress ossidativo e stimolano la produzione di melanina (carote, albicocche, meloni, pomodori, spinaci, mandorle, noci ecc.).
  • Se si è particolarmente sensibili e predisposti ad eritemi solari e scottature (basso fototipo) si possono assumere, a partire da un mese prima dell’esposizione solare, integratori a base di vitamina E, vitamina A, antiossidanti e minerali come rame, zinco e selenio che stimolano le difese naturali della pelle e la preparano, quindi, a una esposizione più sicura
  • Mantenere un adeguato livello di idratazione della pelle bevendo molta acqua e utilizzando prodotti dopo sole rinfrescanti e nutrienti a base di aloe, the verde, acido ialuronico ecc.

E SE NON MI ESPONGO AL SOLE?

Si può ottenere l’effetto dell’ abbronzatura anche se non ci si espone al sole utilizzando delle terre abbronzanti in polvere o spray, da applicare con un pennello su viso e corpo, oppure ricorrendo all’utilizzo degli autoabbronzanti, cosmetici a base di una molecola, il DHA, che legandosi alla cheratina presente nelle cellule cutanee provoca un cambiamento di colore dello strato corneo. L’effetto dell’autoabbronzante dura dai 7 ai 10 giorni a seconda del turnover cellulare. Per applicarlo in maniera uniforme e ottenere un colorito omogeneo l’ideale è effettuare uno scrub il giorno prima e idratare bene la pelle. Se, durante l’applicazione, si fossero create macchie o strisce di colore basterà passarci sopra un guanto di crine imbevuto di succo di limone e “l’errore” sarà subito cancellato.

Per conoscere il prodotto più adatto alle tue esigenze non esitare a contattarci: la nostra professionalità è al tuo servizio!

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